Come viene stabilita la classificazione degli additivi alimentari?

Julie
Aggiornato il 18/2/26 da Julie

Un additivo è classificato in rosso (a rischio) 🔴 su Yuka se rispetta i tre criteri seguenti:

1. Effetti gravi sulla salute

L’additivo in sé o i contaminanti potenzialmente presenti nell'additivo in questione sono associati a effetti gravi sulla salute. Sono considerati gravi gli effetti che possono aumentare il rischio di patologie croniche o severe, come il cancro, le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2, oppure una tossicità che colpisce uno o più organi bersaglio (ad esempio pancreas, fegato o reni). Rientrano tra gli effetti gravi anche le alterazioni biologiche o metaboliche complesse, come disfunzioni del sistema endocrino, riproduttivo o nervoso, disturbi dell'attenzione e del comportamento, e danni al DNA.

2. Livello di evidenza elevato

Il legame tra l’additivo e almeno uno dei suoi effetti gravi sulla salute si basa su prove scientifiche solide provenienti da:

  • un parere o una classificazione ufficiale da parte di un'autoritĂ  di riferimento (IARC, EFSA, ECHA, ANSES, SantĂ© Canada, JECFA, FDA, OEHHA, ecc.); e/o
  • un insieme di evidenze scientifiche convergenti ottenute attraverso approcci metodologici complementari (studi su animali, test in vitro, studi epidemiologici, ecc.).
3. Esposizione stimata a rischio

L’esposizione stimata del consumatore può raggiungere o superare livelli preoccupanti per la salute, oppure lasciare un margine di sicurezza insufficiente, per tutta o per una parte della popolazione (incluse determinate fasce d’età o specifiche aree geografiche).

La nostra valutazione dell’esposizione considera, in particolare, in funzione dei dati disponibili:

  • la concentrazione stimata dell’additivo nei prodotti (dati dichiarativi d’uso, dati analitici, valori massimi autorizzati, stime delle autoritĂ  sanitarie);
  • la frequenza e le quantitĂ  di consumo di questi prodotti (dati provenienti da studi di mercato e/o da banche dati sui consumi alimentari);
  • l’accumulo delle esposizioni dovuto alla presenza dell’additivo in numerosi prodotti di uso comune,
  • i diversi profili di popolazione (neonati, bambini, adolescenti, adulti, donne in gravidanza, anziani).

Il team scientifico di Yuka considera che il livello di esposizione è preoccupante per la salute quando si osserva almeno una delle situazioni seguenti, in tutta o una parte della popolazione:

  • un possibile superamento della Dose Giornaliera o Settimanale Ammissibile (DGA o DSA, ecc.) stabilita da un’autoritĂ  di valutazione del rischio (quali EFSA o JECFA),
  • il superamento di un livello di rischio per il quale effetti nocivi sono stati evidenziati in uno o piĂą studi che presentano un alto grado di evidenza scientifica secondo gli standard tossicologici definiti da organismi ufficiali (quali CIRC, JECFA, EFSA o INERIS), ma che non sono stati presi in considerazione nelle valutazioni ufficiali;
  • l'assenza di una soglia di esposizione che possa essere considerata sicura per la salute. Nel caso di alcune sostanze, in particolare quelle che presentano un potenziale genotossico, anche un’esposizione molto bassa può teoricamente causare effetti nocivi. In questo caso, le autoritĂ  che si occupano di valutare i rischi raccomandano di ridurre l’esposizione al livello piĂą basso possibile, poichĂ© nessuna dose può essere considerata totalmente priva di effetti nocivi.

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Un additivo è classificato in arancione (rischio moderato) 🟠 quando i tre criteri precedenti non sono pienamente soddisfatti. Ad esempio, i dati scientifici disponibili evidenziano un potenziale effetto nocivo, ma risultano insufficienti per caratterizzare il rischio con un grado di certezza soddisfacente. Allo stesso modo, il livello stimato di esposizione tramite la dieta può essere considerato significativo, senza però raggiungere livelli ritenuti particolarmente preoccupanti o tali da superare una soglia di rischio per la salute.

Un additivo è classificato in giallo (rischio limitato) 🟡 quando gli effetti sulla salute sono ritenuti meno preoccupanti, come disturbi digestivi, potenziale allergenico, possibile contributo al sovrappeso o effetto moderato sul microbiota intestinale. Un additivo rientra in questa categoria anche quando l'effetto indesiderato che si osserva è significativo, ma il livello di evidenza scientifica rimane, ad oggi, insufficiente. In questi casi, si considera che il rischio è sospettato.

Un additivo è classificato in verde (nessun rischio) 🟢 quando, ad oggi, nessun rischio per la salute umana alle dosi comunemente utilizzate negli alimenti è stato identificato da fonti scientifiche disponibili con un solido grado di evidenza, come descritto sopra.

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